La nostra rassegna sui materiali tecnici per il triathlon si conclude ovviamente con la terza frazione, la corsa. Un vecchio detto diceva: per correre bastano un paio di pantaloncini una maglietta e un buon paio di scarpe. Niente di più falso se vogliamo essere triatleti! È vero il concetto di base è quello ma vediamo un po’ più da vicino i fondamentali.

Maglia\Top

Sicuramente una maglia tecnica, in allenamento meglio ancora una canotta stretta ma non troppo. Non corriamo con il body, lasciamolo solo per le gare. La canotta è da preferire specialmente se fa caldo perché viene aumentata la superficie di traspirazione della pelle. Nel caso in cui però dobbiate correre sotto la pioggia, meglio una maglia molto più aderente. C’è poi tutta una gamma di opzioni in funzione della temperatura: tessuti leggeri a maniche corte, lunghe, colli alti e poi a salire con la scala di protezione dal freddo. La vera regola da seguire è che quando le temperature si abbassano per i primi 10/15 minuti dovete avere un po’ di freddo, altrimenti significa che siete troppo coperti.

Pantaloncini

Siamo triatleti e dobbiamo correre dopo la bici, quindi meglio un paio di pantaloncini stretti tipo da ciclista, in allenamento anche senza fondello. Il pantaloncino attillato, ancora meglio se a compressione, tiene compatto il quadricipite che soprattutto in una corsa lunga con tempi di appoggio elevati al terreno deve sopportare molte più sollecitazioni. Inoltre così viene eliminato alla radice il problema delle irritazioni dei pantaloncini leggeri da running. Il discorso è diverso se l’attività principale è il running, nel caso saranno da preferire quest’ultimi, perché la corsa più dinamica rende meno necessario il sostegno muscolare e il taglio ampio attorno alle cosce permette al sudore di scorrere meglio.

Scarpe

Qui si apre un mondo. Il consiglio che vi dó è di rivolgervi ad un professionista in un negozio di running, possibilmente che vi faccia il test dell’appoggio del piede. Ma la cosa a cui dovete prestare attenzione e non barare con voi stessi è chiedervi a quanto andate. Se i vostri ritmi sono superiori a 5/km allora meglio prendere delle scarpe A3 (massima ammortizzazione) Se siete intorno ai 4/km potete optare per delle A2, se siete veloci o dovete fare lavori dai 3.30 in giù, allora potete osare (sempre con cautela e mai nel riscaldamento) con una scarpa A1. Cosa significano queste sigle? È il grado di ammortizzazione, dalla massima ammortizzazione alla minima (in gergo tecnico, secca) Il rivenditore vi controllerà anche l’appoggio del piede: supinato (tendo a mettere il piede all’infuori) o pronato (metto il piede all’interno, tipico di chi ha i piedi piatti)

Calze a compressione

Molto care agli ultra runner e ai maratoneti, sono ottime per favorire il ritorno venoso del sangue, diminuendo la sensazione di fatica. Unico accorgimento: se fa troppo caldo potrebbero stringervi troppo e darvi fastidio. Non lo consiglio con temperature superiori ai 20°.
GPS Come per la bike tutti vi chiedono “che Garmin usi?” In questo caso è molto più di un semplice conta passi o rilevatore del passo e della distanza. Alcuni parametri che possono essere utilissimi al coach che vi sta seguendo sono il tempo di contatto con il suolo, l’oscillazione del busto e il numero di passi al minuto. Inoltre è fondamentale per gli allenamenti complessi come i cambi di ritmo o le ripetute, togliendoci il problema dei riferimenti. Se imposto un 3 per 3000 con 3′ di recupero più riscaldamento 20′ e defaticamento 10′ (allenamento tipico della mezza maratona) basta schiacciare start e posso farlo dappertutto. Il Garmin mi avviserà di tutti i cambi.

In ogni caso….le gambe vanno se va la testa! Non mollate mai, perché quando siete sfiniti è scientificamente dimostrato che potete dare ancora il 30%… Volete una prova? Fatevi rubare il portafogli al termine di un Ironman!

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